Progetto d'Istituto

Il progetto

ATTRAVERSAMENTI si compone di una serie di interventi, correlati e trasversali, volti all’implementazione di

risorse educative e culturali, per il territorio e le famiglie, e alla promozione di azioni di resilienza e contrasto alla povertà educativa. Si pone l’obiettivo di migliorare i percorsi di crescita nella fase evolutiva tra i 5 e gli 14 anni, riservando particolare attenzione alle situazioni di povertà educativa, valutate attraverso indici di deprivazione.

Il focus dell’azione educativa si pone nell’esperienza della transizione scolastica (passaggio dalla scuola primaria alle media inferiore e dalla media inferiore alla superiore). L’approccio di lavoro, coordinato ed eterogeneo, prende in considerazione i seguenti aspetti:

– le relazioni tra pari, dentro e fuori il gruppo classe.

– il bisogno di esperienze dalla forte valenza educativa anche per i ragazzi che dispongono di inferiori

disponibilità economiche o che vivono in situazioni di generale difficoltà sociale.

– l’accrescimento delle competenze educative delle famiglie e il contrasto all’isolamento dei nuclei più fragili.

L’impiego del tempo libero extra scolastico, con attività ludico ricreative e formative, considerando anche i

primi approcci ai consumi e i comportamenti a rischio devianze.

L’orientamento al futuro e alle scelte formative, favorendo lo sviluppo di una maggiore consapevolezza di sé e

il riconoscimento di attitudini, predisposizioni e talenti. · L’utilizzo consapevole dei social media, il loro impatto sulla modalità relazionale dei ragazzi e delle famiglie e i rischi ad essi connessi.

Il progetto si incentra sul potenziamento delle risorse a disposizione dell’intera comunità educante territoriale:

formazione di nuove competenze; maggiore accessibilità ai servizi e alle offerte socio-ricreative; conciliazione dei tempi di vita e lavoro; sviluppo di un nuovo approccio territoriale, che attraverso la condivisione di obiettivi riesca e impostare e consolidare un sistema educativo coordinato, trasversale e inclusivo.

Le attività si sviluppano attraverso una metodologia di rete che mira a consolidare un coordinamento territoriale, che vede coinvolti soggetti del privato sociale, istituti scolastici, servizi sociali e pubbliche amministrazioni, realtà no profit che impegnano il tempo libero dei ragazzi (parrocchie, associazioni culturali e sportive) imprese ed esercizi commerciali. Ognuno dei differenti soggetti mette a disposizione risorse umane e competenze, al fine di creare un’ampia proposta educativa che veda l’integrazione di attività eterogenee spendibili sia durante l’orario scolastico che extrascolastico. A seconda delle esigenze e delle specifiche tecniche di ciascuna proposta, le attività progettuali si possono svolgere sia all’interno degli edifici scolastici, per valorizzare il concetto di “scuola aperta” come spazio fisico accogliente e sicuro, sia all’esterno, nelle sedi messi a disposizione dalla rete di progetto, in aree pubbliche come parchi e piazze, e in ambienti non convenzionali (centri commerciali, aziende, spazi degradati da rigenerare). In caso di situazioni familiari particolarmente complesse alcune attività possono essere realizzate presso strutture protette, come comunità educative o centri diurni.

Il progetto si articola in sei macro aree d’intervento:

BUON VICINATO, che propone percorsi e attività dedicati ad approfondire il tema della solidarietà, sia tra

compagni di classe che tra famiglie, intervenendo fortemente sulla dimensione relazionale; c’é una sorta di filo

rosso che lega la capacità di relazionarsi positivamente con i compagni di classe e un atteggiamento solidale

nei confronti degli altri.

EXTRATIME, un’azione che trova la sua declinazione prevalentemente nel tempo “extra scuola” (anche in orario

estivo) e permette lo sviluppo di competenze STEM del pensiero laterale. Le attività, realizzate in ambienti

scolastici in orario pomeridiano, prendono la forma di laboratori espressivi e laboratori artigianali, in

collaborazione con professionisti e artigiani presenti nei territori di riferimento del progetto. Dalla

ciclomeccanica alle arti circensi, i ragazzi approcceranno numerose attività “pratiche” e saranno accompagnati

ad individuarne la connessione con le materie scientifiche studiate a scuola. Sarà dato spazio anche

all’approccio “fabber” (utilizzo di schede elettroniche open source, robotica…) e alla connessione tra mondo

artigiano e mondo digitale. Si tratta di attività dal forte valore orientativo.

CYBERCOINVOLTI, per promuovere l’acquisizione di cittadinanza nei media da parte dei ragazzi, nella misura in cui ormai il mondo del digitale fa parte della quotidianità dei ragazzi, anche dei più piccoli. Attraverso attività condotte sia in orario scolastico che extra scolastico si accompagna l’acquisizione da parte degli studenti di maggiori conoscenze rispetto alle potenzialità e alle responsabilità connesse al modo digitale, con una valenza preventiva rispetto a fenomeni di cyberstupidity e cyberbullismo; si tratta di una attività che favorisce inoltre sviluppo del linguaggio, scritto e parlato, in quanto verrà fatto un lavoro fortemente centrato sulla multimedialità; a bambini e ragazzi verrà richiesto di progettare e creare delle clip multimediali con dei

messaggi positivi da proporre ai coetanei, e che verranno diffusi attraverso i social network; pertanto si

troveranno nella condizione di dover elaborare ed esporre testi davanti microfono e telecamera, prestando

molta attenzione alla scelta del linguaggio, sia verbale che non, da utilizzare. Al contempo si proporrà una

formazione ai genitori relativamente a rischi e potenzialità dei social, e alla tipologia di utilizzo dei loro figli.

COSTRUIRE CITTADINANZA, prevede la riqualificazione creativa di “spazi comuni”, aree della scuola o aree pubbliche dei comuni di riferimento. Dalla sistemazione dei banchi, alla pittura del sottopassaggio ferroviario di un comune partner, permette ai ragazzi di apprendere come prendersi cura del territorio, utilizzando anche soluzioni creative. Questa attività può essere condotta anche da genitori nel tempo libero oppure disoccupati, su spinta dei servizi sociali dei comuni coinvolti. Il “fare assieme”, prendendosi cura di un bene comune, rafforza il legame tra genitori e figli e offrire spunti per il superamento di situazioni di criticità.

L’idea del “prendersi cura” di un bene comune è fortemente connessa al tema della cittadinanza attiva, ma

anche porta anche a maturare una volontà di “prendersi cura” delle persone. Sarà fortemente coinvolta la

comunità educante in quanto, in questa più che in altre azioni, troverà spazio il coinvolgimento

dell’associazionismo locale, delle parrocchie, che potranno allo stesso tempo mettere a disposizione spazi e

supportare l’attività.

SOSTEGNO SCOLASTICO, verrà proposto alle famiglie degli alunni un’attività di recupero pomeridiano

incentrata sulle principali materie (italiano, matematica, inglese…). Obiettivo dell’attività è rafforzare alcune

conoscenze scolastiche dei ragazzi, ma anche alcune competenze sociali (es. stare in gruppo) e migliorare di

conseguenza il benessere loro e dei compagni. Si privilegerà un lavoro in gruppi piccoli e molto piccoli, anche

perché l’attività coinvolgerà soprattutto ragazzini con bisogni educativi speciali e/o disturbi specifici

dell’apprendimento. Gli operatori coinvolti, oltre che competenze sulla mera materia, avranno la capacità di

intervenire soprattutto nel facilitare le dinamiche inclusive nel gruppo di ragazzini coinvolto.

GIAN BURRASCA, oltre a essere il nome di una comunità educativa diurna condotta dalla Fondazione La Grande Casa, è anche una modalità di intervento che prevede che i ragazzi maggiormente in difficoltà tra quelli a cui si rivolge il progetto, siano inseriti per alcuni pomeriggi a settimana in un contesto “protetto” (una struttura diurna) alla presenza di figure educative in grado di definire un piano di intervento personalizzato, grazie alla presenza di gruppi numericamente molto piccoli. Si tratta di interventi dedicati alla prevenzione

dell’istituzionalizzazione di bambini e ragazzi con famiglie particolarmente fragili, ma che dispongono ancora

delle competenze sufficienti a svolgere i compiti genitoriali se adeguatamente supportata.

La strategia progettuale complessiva, che tende a una generale riduzione della povertà educativa territoriale,

mira a ottenere risultati sia nel breve periodo, come la riduzione della dispersione e degli insuccessi scolastici,

che nel medio e lungo periodo, con il progressivo potenziamento del ruolo e dalle competenze della comunità

educante, con l’elaborazione e la messa in atto di patti educativi territoriali e il consolidamento di

collaborazioni tra i differenti soggetti che operano con i bambini.

Soggetto Responsabile:

Fondazione la Grande Casa Onlus

Ultima modifica 18 febbraio 2020